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| Emilio
Greco Catania, 1913 - Roma, 1995
Da autodidatta si occupa di scultura fin dalla giovinezza, ispirandosi
alle terrecotte etrusche ed alla ritrattistica di epoca romana. Nel
1947 a Roma riesce ad avere uno studio a Villa Massimo, dove conosce
Leoncillo, Mazzacurati, Guttuso. Nel 1948 allestisce una prima mostra
alla Galleria del Secolo, presentato da F. Bellonzi, in cui espone già
opere dedicate allo sport: Pattinatrice e Lottatore. Sempre nel 1948
partecipa alla importante mostra d’arte delle Olimpiadi di Londra
e alla Tate Gallery espone il Lottatore. L’anno dopo partecipa
alla mostra sull’arte italiana del XX secolo curata da Alfred
Barr al MOMA di New York. Nel 1956 riceve alla Biennale di Venezia il
Gran Premio della Scultura con Grande bagnante n.1, di ispirazione manierista.
A Collodi si inaugura il suo Monumento a Pinocchio. All’inizio
degli anni sessanta realizza alcuni bassorilievi per la chiesa di San
Giovanni Battista costruita dall’architetto Michelucci a Firenze.
Nel 1961 il Musèe Rodin di Parigi gli dedica una importante mostra.
Dal 1962 al 1970 realizza le porte del Duomo di Orvieto, mentre nel
1967 era stato inaugurato in San Pietro il suo Monumento a Giovanni
XXIII. A Ferrara nel 1971 sarà presente con una mostra antologica,
che sarà itinerante in Giappone; qui gli viene anche dedicata
una esposizione permanente all’Hakone Open Air Museum. Anche l’Ermitage
di Leningrado allestirà nel 1980 una sala permanente di Greco.
Diverse sono le sue mostre antologiche durante gli anni ottanta in Italia
(Roma, Orvieto, Firenze). Nel 1990 Orvieto dedica alla sua opera un
Museo permanente; nel 1994 lo farà anche Catania. Di grande interesse
e suggestione è l’attività poetica di Greco durante
tutto l’arco della sua vita.
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