Marcello Dudovich
Trieste, 1878 - Milano, 1962

Dal 1897 lavora a Milano per le Officine Grafiche Ricordi, disegnando le creazioni di Cappiello e di Hobenstein. Conosce il cartellonista e suo concittadino Leopoldo Metlicovitz. Nel 1899 si trasferisce a Bologna dove lavora come grafico per l’editore Edmondo Chappius. Durante il soggiorno bolognese realizza pannelli decorativi per abitazioni private e collabora con la rivista “Italia Ride”. Le sue prime opere sono caratterizzate da una stilizzata eleganza Liberty. Vince una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 e il concorso per il cartellone delle “Feste di Primavera” bolognesi. Ha una intensa attività grafica come collaboratore di prestigiose riviste quali “La Lettura”, “Novissima”, “Varietas”. Partecipa all’Esposizione Nazionale d’Arte Decorativa di Torino del 1902. Nel 1906 lavora nello stabilimento grafico Armanino di Genova, poi torna a collaborare, fino al 1915, a Milano da Ricordi. Vince nel 1906 il concorso per il manifesto, non realizzato, per il Traforo del Sempione e cura la decorazione interna del padiglione d’arte decorativa all’Esposizione Internazionale di Milano. Tra il 1906 e il 1911 è autore dei manifesti pubblicitari della casa di moda Mele di Napoli. Nel 1911 vince il concorso per il manifesto Borsalino ed è invitato a Monaco per collaborare alla pagina mondana della rivista “Simplicissimus”, da cui trae le tavole per l’album Corso (1912). Durante la prima guerra mondiale si trasferisce a Torino; tra il 1917 e il 1920 disegna manifesti per il cinema. Dal 1920 vive a Milano e realizza numerosissimi manifesti, tra i quali quelli per i grandi magazzini La Rinascente. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1920 e del 1922, alla II Biennale d’Arte Decorativa di Monza del 1925 e all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa di Parigi, dove vince di nuovo la medaglia d’oro. Mentre le sue immagini degli anni venti diffondono in Italia il gusto Deco, le opere degli anni trenta si avvicinano al programma di Novecento nell’enfatizzazione delle forme e dei volumi. Nel corso degli anni trenta si occupa prevalentemente di decorazioni di ambienti: realizza un affresco per la sala mensa del Ministero dell’Aeronautica a Roma; tra il 1936 e il 1937 decora chiese e palazzi in Libia. Dopo la seconda guerra mondiale si dedica quasi esclusivamente alla pittura. Tra le sue mostre personali, si segnalano mostre dei suoi manifesti a Trieste nel 1962 e a Milano nel 1968.
S.F.



14 - Riposo di un calciatore, 1928
Carboncino su carta, cm 49x32
Massimo and Sonia Cirulli Archive, New York




Esposizioni


Bibliografia



 
Appunti allo Stadio